Forever Young

Eventi / Residenze / School of Emotions

(20 – 26 Giugno)

Una traiettoria che coinvolge adolescenti, giovani artisti/e, formatori e formatrici, in grado di rigenerare le fibre di Lavanderia a Vapore. Delle palestre per questionare le attuali modalità di “fare scuola”, e allenare la creazione di scenari alternativi di scambio dei saperi.

 

 

Per il gruppo italiano, si svilupperà in tre tappe:

Un periodo residenziale tra il 7 e il 13 maggio 2026, che intreccerà il festival Spring Rolls (8-10 maggio 2026).

Un periodo residenziale tra il 20 e il 26 giugno a Casa Motus;

Momenti di raccordo online con i board islandesi e norvegesi, con un evento conclusivo a novembre 2026, presso il Reykjavík Dance Festival di Reykjavík.

 

Il progetto School of Emotions è sostenuto dal programma Erasmus+, e coinvolge un gruppo di circa 30 adolescenti tra Italia (Lavanderia a Vapore), Islanda (Reykjavík Dance Festival) e Norvegia (Rosendal Teater).

 

Casa Motus è un luogo posizionato: dalla parte di chi è ai margini, contro ogni forma di violenza sistemica, dove la cura è gesto politico.

È un luogo che favorisce la permeabilità tra arti performative, pratiche ecologiche, pensiero critico e vissuti quotidiani. Un ambiente in cui la dimensione domestica si intreccia con quella pubblica, e l’esperienza artistica si radica nel paesaggio che la circonda. 

Crediamo in un’arte che nasce dal dialogo, che attraversa i confini tra le discipline e si apre al rischio, all’imprevisto, all’altro. Ciò che conta non è “cosa si produce”, ma come, per chi e in relazione a cosa. 

La ricerca è intesa come un processo aperto, uno stato di trasformazione tra pensiero e creazione, dove le idee si sedimentano e le relazioni si approfondiscono.

(San Giovanni in Marignano
e la Notte delle Streghe)

Casa Motus guarda allo scambio di pratiche e al dialogo tra prospettive, contesti e geografie. 

San Giovanni in Marignano è anche il luogo della  Notte delle Streghe, un evento che negli anni ha assunto nuove valenze simboliche e culturali, segnando il solstizio d’estate con riti, narrazioni e partecipazione collettiva.

E proprio a partire dal tema delle Streghe, Casa Motus propone un modello artistico intergenerazionale, carico di significati mitologici, per recuperare saperi femministi e pre-capitalisti.

I rituali locali legati al solstizio d’estate, i libri di Silvia Federici sulla figura della strega come simbolo di autonomia e resistenza, stanno ispirando Daniela, Enrico e la project Manager Francesca Danesi, a immaginare la programmazione futura in una prospettiva internazionale e sempre più connessa a queste tematiche.  

“Un modello ibrido come sfida diretta alle strutture che cercano di cancellare la saggezza delle donne, l’autonomia della terra e la nostra capacità collettiva di resistere. 

(Una casa che lascia attraversare)

Casa Motus non è solo un luogo — è uno spazio di ribellione, una rielaborazione radicale del significato di appartenere, prendersi cura e lottare per un futuro radicato nella solidarietà, nella giustizia ecologica e nel recupero di antiche conoscenze femminili.

Casa Motus nasce come naturale espansione dell’esperienza artistica e politica di Motus, compagnia teatrale fondata da Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande nel 1991 e oggi riconosciuta come una delle voci più radicali e influenti della scena contemporanea europea.

Negli anni, Motus ha dato vita a spettacoli, progetti site-specific, residenze e performance capaci di riscrivere il rapporto tra scena e spettator*, tra spazio e corpo, tra arte e attualità. Il lavoro della compagnia è sempre stato mosso da una tensione etica e poetica verso il cambiamento, da un’attenzione costante alle urgenze del presente, dai movimenti che attraversano il mondo.

Casa Motus raccoglie questa eredità e la rilancia in una nuova dimensione: non solo come luogo di produzione artistica, ma come ecosistema. È, in questo senso, un’estensione vivente della pratica di Motus: un laboratorio permanente di immaginazione, resistenza e relazione. Uno spazio fisico e simbolico dove la creazione può radicarsi nel tempo, contaminarsi con altri saperi, generare alleanze inaspettate.

Forever Young – la traiettoria di Lavanderia a Vapore dedicata alle giovani generazioni – raccoglie l’eredità pluriennale di Media Dance (scopri di più). Dal 2016 il progetto di innovazione didattica ha lavorato a contatto con le scuole del territorio, indagando con studenti, studentesse e docenti l’impatto positivo che l’arte performativa possiede, se inserita in un contesto educativo. L’attività degli artisti e delle artiste, dei curatori e delle curatrici culturali ha rilevato un bisogno impellente da parte dei ragazzi e delle ragazze di essere ascoltati: sempre più soggetta a doveri, censure e imperativi, la voce degli/delle adolescenti viene “invisibilizzata”. Al contempo, gli/le insegnanti vivono una condizione di isolamento da parte dei colleghi, annaspando tra le carte della burocrazia e il “congruo numero di valutazioni”. Il contesto scolastico è sede di poli contrastanti, che non solo mettono a nudo le increspature del suo sistema, ma impongono un assetto verticale tra chi insegna e chi apprende. Nel 2024 Lavanderia a Vapore ha coinvolto una comunità di ricerca, formata da studenti, insegnanti e artisti, che ha condiviso e sperimentato delle pratiche di trasformazione del contesto didattico.

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